Piacenza
“Piacenza è terra di passo, come Fiorenza…”
Così scriveva Leonardo da Vinci.
Sbocciata sulla riva del Po e circondata dalle montagne dell’Appennino, luogo perfetto per il passaggio di principi e pellegrini, crociati e templari, commercianti e artisti, Piacenza ha un carattere riservato ma pronto all’accoglienza del viaggiatore, secondo una vocazione temprata da oltre duemila anni di storia.
Piacenza così discreta. Palazzi austeri e portoni socchiusi. Pietra grigia e pochi fronzoli.
Ma, spalancati i portoni, c’è tutto un rigoglio di giardini e cortili, statue e scaloni; dimore d’atmosfera e lusso pacato, misurato.
La prima città emiliana che s’incontra provenendo dalla Lombardia, al principio della food valley nazionale, ricca di monumenti, cultura, musica e musei.
Si comincia con la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi che, con il suo raffinato percorso artistico nell’arte italiana dal secondo Ottocento ai primi del Novecento, rappresenta uno dei più importanti spazi italiani dedicati all’arte moderna, con aperture alla realtà artistica internazionale e opere di valore assoluto.
Luoghi simbolo della città sono il Teatro Municipale, inaugurato nel 1804 e Piazza Cavalli, dove si innalza uno tra i più affascinanti edifici medievali italiani, il Palazzo Comunale, detto Gotico. Vegliano sulla piazza le due splendide statue equestri di Francesco Mochi rappresentanti Ranuccio e Alessandro Farnese, quest’ultima autentico capolavoro dell’arte barocca. Anche Palazzo Farnese riveste un ruolo di primo piano nella cultura piacentina. Originaria sede del Ducato di Parma e Piacenza, e realizzato sotto la direzione del celebre Vignola, oggi il Palazzo è sede dei Musei Civici, ricchi di preziose opere d’arte, come il suggestivo Tondo del Botticelli o l’originale collezione delle carrozze.
Immergendosi nel reticolo di viuzze della città vecchia si arriva alla Basilica di Santa Maria di Campagna dove, nel 1095, Urbano II bandì la prima crociata. Appena fuori dal centro, lungo la Via Emilia, sorge il Collegio Alberoni, autentico scrigno di storia e di opere d’arte, che custodisce, nella ricca pinacoteca, il superbo Ecce homo di Antonello da Messina, e conserva, oltre a preziosi arazzi fiamminghi, un museo di scienze naturali e l’osservatorio astronomico.
Situato all’estremo limite occidentale della regione emiliana, il territorio piacentino è sospeso fra Po ed Appennino. Le sue origini si intrecciano con la storia degli etruschi e degli antichi romani, che fondarono Placentia.
Colline, valli, pianure che costeggiano il fiume più lungo d’Italia sono i variegati elementi ambientali che accolgono i visitatori amanti della natura. I monti sono solcati da corsi d’acqua che sfociano nel Grande Fiume e dividono il territorio in vallate quasi parallele, a cui danno il nome.
La Val Tidone con i suoi vigneti, a cavallo fra l’Emilia-Romagna e la Lombardia, la Val Trebbia, ideale per lo sci di fondo, ma anche il canyoning, il kayak ed il rafting, la Val Nure, profumata di tartufo e funghi, la Val d’Arda, dove ripercorrere le tracce della via Francigena. E vi sono altre innumerevoli valli, che concorrono a creare un’ampia offerta turistica. Una scenografia incantata di borghi antichi, dove sembrano svolgersi ancora le vicissitudini del Ducato di Parma e Piacenza, definisce il paesaggio a ridosso delle colline e nelle fertili vallate.
Abbazie, castelli, grandi corti chiuse, borgate rurali e maestose collegiate disegnano il paesaggio fiabesco ed elegante dove, tuttavia, si è conservato un forte tessuto agricolo. In questa cornice raffinata e rilassante, arte e cultura si alleano ad un’importante tradizione enogastronomica. Questa, infatti, è la patria di tre salumi D.o.p., la Coppa, il Salame e la Pancetta piacentini, di due formaggi D.o.p., il Grana padano ed il provolone Valpadana, e di ben diciotto vini D.o.c.
Per una terra tutta da assaporare.




