Bologna
“There is a grave and learned air about the city, and a pleasant gloom about it, that would leave it, a distinct and separate impression in the mind, among a crowd of cities, though it were not still further marked in the traveller’s remembrance by the two brick leaning towers, inclining clock-wise as if they were bowing stiffly to each other.”
“C’è un che di serio e di dotto in città, ed una piacevole penombra su tutto ciò, che lascerebbe un ricordo distinto e separato, tra una folla di altre città, anche se non fosse ulteriormente impressa nella memoria del viaggiatore dalle due torri pendenti di mattoni, che sono inclinate di traverso come se stessero rigidamente inchinandosi l’una all’altra.”
Charles Dickens
L’anima antica di Bologna è racchiusa nel perimetro di Piazza Maggiore, per secoli cuore pulsante della vita politica e religiosa della città. Vi si affacciano, in perfetta armonia, i suoi monumenti più rappresentativi: l’imponente Basilica di San Petronio, l’austero Palazzo d’Accursio, lo scenografico Palazzo dei Banchi ed il Palazzo del Podestà con il suo colonnato fiorito di rosette di arenaria. Introducono a Piazza Maggiore, pressoché inseparabili da essa, Piazza del Nettuno, presidiata dalla sagoma inconfondibile del “Gigante” del Giambologna, e quella di Re Enzo con l’omonimo severo palazzo.
La teoria di portici, lunga oltre 40 km, costituisce un tratto inconfondibile dell’arredo urbano ed accompagna il turista nella visita della città, seguendolo tanto nel dedalo dei vicoli contorti del centro, quanto nell’ascesa al belvedere di San Luca. Bologna è anche città verticale, che alleggerisce le sagome severe dei suoi palazzi con le silhouette slanciate delle torri, un tempo oltre cento, oggi poco più di venti. Alcune dritte, due, le più riconoscibili, pendenti come due “che sono andati a trincar fuori porta e che ritornano traballanti appoggiandosi l’uno con l’altro” (Théophile Gautier).
A Bologna la cultura parla con la voce più moderna della Manifattura delle Arti, fino all’Ottocento la zona portuale cittadina e già epicentro mercantile e manifatturiero. Inaugurata nel 2003, questa area ha dismesso le sue vesti protoindustriali e si è convertita ad altri usi: l’ex Manifattura Tabacchi è diventata sede amministrativa della Cineteca, la vecchia cartiera Mulino Tamburi ospita il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, l’area dell’ex Macello ha accolto gli spazi multifunzionali della Cineteca del Comune di Bologna e i Laboratori di Musica e Spettacolo dell’Università, gli ambienti dell’ex Forno del Pane ospitano le installazioni di artisti moderni e contemporanei del MAMBO.




